Designer dell’unicità

Rebranding aziendale a Modena

Quando l’immagine non dice più quello che siete diventati.

Il momento in cui serve

Quando dovete spiegare chi siete invece di essere riconosciuti.

L’azienda è cresciuta. Ha cambiato mercati, ha aggiunto linee, è passata a una nuova generazione, ha comprato o è stata comprata.

Il marchio è rimasto quello di vent’anni fa. Non è brutto. È di un’altra azienda.

Il segnale non è estetico, è commerciale. Ve ne accorgete quando dovete spiegare chi siete invece di essere riconosciuti. Quando i materiali vi fanno sembrare più piccoli di quanto siete. Quando due vostre divisioni sembrano due aziende diverse.

Lo vede per primo il direttore marketing, che deve spiegare ogni volta una cosa che dovrebbe dirsi da sola.

Che cosa cambia e che cosa resta

Un rebranding riordina la riconoscibilità, non la azzera.

Un rebranding fatto bene non azzera la riconoscibilità che avete già costruito. La riordina. Il primo lavoro è separare gli elementi che il mercato vi riconosce, e che vanno conservati, da quelli che vi stanno trattenendo.

Si parte dal posizionamento: chi siete, a chi vi rivolgete, che cosa vi separa da chi vi somiglia. Solo dopo si disegna. Un segno nuovo su un posizionamento vecchio sposta il problema, non lo risolve.

Poi c’è la migrazione, che è la parte lunga: architettura dei marchi, materiali commerciali, sito, fiere, packaging, segnaletica, parco veicoli. Il rebranding si misura lì, non nel logo.

Il vecchio marchio Teco accanto al nuovo monogramma disegnato da TimeBrand

Come lavoriamo

Prima il posizionamento. Poi il design. Poi la migrazione.

Ascoltiamo prima di proporre, e proponiamo una direzione sola, argomentata. Il gruppo di lavoro lo componiamo caso per caso: fotografi, illustratori, prestampa, sviluppo. Voi avete un solo referente.

Dopo la consegna restiamo accanto all’azienda. È nel secondo anno che un’identità nuova si consolida o si sfalda, quando arrivano il fornitore nuovo, la fiera fuori standard e la presentazione fatta di corsa.

Tre progetti

Tutti i progetti sono raccolti nella pagina Progetti.

Costruzione geometrica del marchio Teco

Teco

Un gruppo con più sedi che doveva essere letto come un gruppo, non come una somma di aziende.

Leggi il progetto

Automezzo HTL Fitting con il marchio applicato dopo il rebrand

HTL Fitting

Marchio ridisegnato e sistema ricostruito su una committenza tecnica.

Leggi il progetto

Sistema di marca Solutionet, naming e architettura di marca

Solutionet

Quando il riposizionamento parte dal nome e arriva alla struttura dei marchi.

Leggi il progetto

Domande frequenti

Le domande di chi sta decidendo se rifare il marchio.

Si perde la riconoscibilità costruita finora?

No. Il primo lavoro è separare gli elementi che il mercato vi riconosce, e che vanno conservati, da quelli che vi stanno trattenendo. Un rebranding fatto bene riordina, non azzera.

Il rebranding riguarda solo il marchio?

No, e si misura altrove. Dopo il design viene la migrazione: architettura dei marchi, materiali commerciali, sito, fiere, packaging, segnaletica, parco veicoli.

Si può cambiare il posizionamento senza cambiare il marchio?

Sì. Si parte sempre dal posizionamento, e non tutti i casi arrivano a un segno nuovo: a volte quello che serve è che i materiali dicano finalmente quello che l’azienda è già.

Da cosa si capisce che è il momento?

Quando dovete spiegare chi siete invece di essere riconosciuti. Quando i materiali vi fanno sembrare più piccoli di quanto siete. Quando due divisioni sembrano due aziende diverse.

La migrazione si può fare per fasi?

Sì, ed è il modo che consigliamo nella maggior parte dei casi. Non serve sostituire tutto il giorno del lancio. Prima si definisce la nuova identità, poi si stabiliscono le priorità: si aggiornano subito gli elementi più visibili e più usati, sito, documenti commerciali, materiali digitali, e il resto si pianifica. Molti materiali si sostituiscono al momento naturale del loro rinnovo. L’obiettivo non è un cambio traumatico, è una transizione controllata. La domanda giusta non è come cambiare tutto: è in quale ordine conviene cambiare.

Che cosa succede alle scorte con il marchio vecchio?

Non si butta via quello che ha ancora valore. Le scorte si censiscono e si valutano: alcune si usano fino a esaurimento, altre si aggiornano con interventi piccoli, e solo i materiali più visibili o più strategici chiedono una sostituzione immediata. Anche questo fa parte del progetto: un rebranding fatto bene prevede come accompagnare l’azienda dalla vecchia identità alla nuova, senza sprechi.

Le prove

Nove nuovi clienti su dieci arrivano per passaparola. Otto su dieci proseguono dopo il primo progetto. Oltre sessanta aziende servite.

Dove siamo

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Tel. +39 0535 23898 – info@timebrand.it

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